Il caso Radio Vaticana

 

Premessa

Caratteristiche tecniche dell’impianto radiotrasmittente di Radio Vaticana

La legislazione in Italia

Accertamento del superamento dei limiti di legge (D.M. 381/98)

Situazione sanitaria

Iniziative parlamentari (Risoluzione n. 80073)

Iniziative giudiziarie

Iniziative politiche e diplomatiche 

Conclusione

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Premessa

 

Il Comitato “Bambini senza Onde” di Cesano è nato circa due anni fa dalla presa di coscienza di alcuni cittadini relativamente ai rischi collegati all’esposizione a forti campi elettromagnetici, e dall’osservazione dell’elevata incidenza di malattie tumorali registrate nelle zone colpite dalle emissioni della Radio Vaticana.

 

Descriviamo qui di seguito la situazione presente a Nord di Roma e nei comuni limitrofi, nel territorio che comprende le zone di Cesano, Olgiata, La Cerquetta, La Storta, S.Maria di Galeria, Osteria Nuova ed i comuni di Anguillara, Campagnano e Formello al centro delle quali sorgono gli impianti radiotrasmittenti di Radio Vaticana.

 

 

 

 

Caratteristiche tecniche dell’impianto radiotrasmittente di Radio Vaticana

 

Tale emittente occupa una superficie di circa 425 ettari di territorio all’interno del Comune di Roma, cui è stato concesso il privilegio della extraterritorialità [1] con l’Accordo sottoscritto dallo Stato Italiano e dal Vaticano l’8 ottobre 1951, ratificato con Legge n. 680 del 13 giugno 1952 .

 

L’impianto è oggi costituito da circa 58 tralicci, alti più di 100 metri con antenne filari fisse e diverse postazioni di antenne filari rotanti. Tali sorgenti di emissione di radio-frequenze, distanti fra loro e con direzioni ed emissioni variabili, irradiano trasmissioni ad elevatissima potenza per poter raggiungere ogni angolo della terra, senza l’ausilio di ponti-radio, ma sfruttando il rimbalzo della ionosfera.

 

Le emissioni della Radio Vaticana sono caratterizzate da copertura circolare con caratteristiche fortemente direzionali (elevati guadagni d’antenna) e utilizzano potenze di trasmissione dell’ordine di centinaia di migliaia di watt, sia in onde medie che in onde corte, che determinano essenzialmente l’elevato fondo elettromagnetico delle zone intorno agli impianti.

 

“Il Grande centro trasmittente di Santa Maria di Galeria dispone, per le trasmissioni ad Onde Corte, di due trasmettitori Telefunken da 500 Kw, di due trasmettitori Asea Brown Boveri da 200/500 Kw ad alto rendimento capaci di trasmettere a banda laterale unica, collegabili tramite matrice coassiale a due antenne rotanti alte rispettivamente 76 e 106 metri del diametro di 85 e 87 metri, di cinque trasmettitori da 100 Kw, di 28 antenne fisse e di un’antenna logaritmica rotante. Per le Onde medie vi è un trasmettitore Brown Boveri da 600 Kw collegato ad un’antenna direttiva Telefunken, costituita da quattro torri alte 94 metri distanti tra loro 70 metri” [2].

 

La legislazione in Italia

 

Sul territorio italiano, per quanto riguarda i sistemi fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisioni, vigono i limiti posti dal Decreto Ministeriale 10 settembre 1998, n. 381 “Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana” [3]

 

Tale decreto, che regola le emissioni dei campi generati nell’intervallo di frequenza fra 100 kHz a 300 GHz, pone l’Italia fra i primi paesi europei ad avere introdotto una normativa improntata al principio di precauzione e di minimizzazione del rischio, prevedendo il risanamento dei siti non a norma (art. 5, D.M. 381/98).

 

Nel febbraio 2001 è stata approvata la legge-quadro sull’inquinamento elettromagnetico. E’ inoltre già stato convertito in legge il Decreto-Legge 23 gennaio 2001 n. 5 “Disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonché per il risanamento di impianti radiotelevisivi”.

 

 L’articolo 2 del D.L. 23 gennaio 2001, n. 5, fra l’altro provvede a disporre il trasferimento dei siti di trasmissione radiofonica e televisiva non a norma con i limiti fissati dal D.M. 381/98, prevedendo una sanzione amministrativa pecuniaria fra 50 e 300 milioni per i soggetti che non ottemperino all’ordine di riduzione a conformità e l’eventuale disattivazione degli impianti ad opera delle competenti autorità del Ministero delle Telecomunicazioni, su richiesta del Ministero dell’Ambiente.

 

 

 

Accertamento del superamento dei limiti di legge (D.M. 381/98)

 

Il fondo elettromagnetico dei territori adiacenti l’impianto trasmittente è elevatissimo. Ciò è stato accertato da una campagna di rilevazioni [4], effettuata dagli organismi competenti tra aprile e ottobre del 1999: nelle zone circostanti l’impianto di Radio Vaticana si è riscontrato il superamento del limite di 6 V/m previsto dall’art. 4, D.M. 381/1998  “Misure di cautela ed obiettivi di qualità”. L’articolo 4 dispone che tale valore non vada superato nei luoghi dove si permane per più di 4 ore (abitazioni, uffici, scuole, luoghi di lavoro).

 

Le trasmissioni della Radio Vaticana provocano inoltre interferenze su alcuni apparecchi domestici quali citofoni e telefoni. Interferenze elettromagnetiche vengono anche costantemente rilevate su protesi acustiche, cancelli automatici, strumentazioni elettroniche delle autovetture e, in corrispondenza di Cesano, sulla strumentazione elettronica dei treni che percorrono la ferrovia adiacente gli impianti di Radio Vaticana.

In Località La Storta sorge inoltre anche il Centro Telegrafico Italiano di Santa Rosa; fra l’altro al punto 4 dell’Accordo dell’8 ottobre 1951  è specificato che le trasmissioni della Radio Vaticana non devono creare interferenze con i servizi di telecomunicazione del suddetto centro di trasmissioni.

 

 

 

Situazione sanitaria

 

Dal punto di vista sanitario la situazione è preoccupante. L’allarme sanitario fu lanciato circa quindici anni fa dall’allora medico di zona che aveva riscontrato in tutto il territorio interessato dalle emissioni di Radio Vaticana un aumento inspiegabile di decessi causati da malattie neoplastiche. La percentuale di morti per tumori era di gran lunga superiore a quella del resto del Lazio e di tutta Italia.

 

A titolo puramente indicativo, si allega alla presente relazione una raccolta di cartelle cliniche di persone ammalate e decedute, residenti intorno alle emittenti radiofoniche di Radio Vaticana.

 

La prima indagine epidemiologica, messa a punto dall’Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio, sui casi di mortalità per leucemia nella popolazione adulta osservati nel periodo 1987-1995, seppure nella sua incompletezza, rileva che: “…nei maschi la mortalità per leucemia nell’area entro i 3 Km. risulta significativamente maggiore dell’atteso. … E’ stato riscontrato un eccesso di mortalità per leucemia nella popolazione adulta residente fino a 4 Km. dagli impianti; tale eccesso è stato riscontrato sia nell’analisi geografica che nello studio caso-controllo[5].

 

Nei primi giorni di marzo 2001 sono stati resi noti i risultati di una nuova indagine epidemiologica, svolta dall’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio [6], che prende in esame anche la popolazione residente da 0 a 14 anni per il periodo 1987-1999. In tale indagine sono stati confrontati i dati di leucemia infantile registrati a Roma, con quelli diagnosticati nelle zone a ridosso dell’emittente. A Cesano il rischio di contrarre la leucemia è notevolmente più alto rispetto a Roma.

 

Tale studio ha esteso l’analisi della mortalità di cui alla precedente indagine epidemiologica [7] anche agli anni 1996-1998 ed ha analizzato l’incidenza della leucemia infantile fra i residenti nella classe di età 0-14 anni per il periodo 1987-1999. Di seguito riportiamo alcuni stralci dell’indagine.

 

Per quanto riguarda la popolazione adulta maschile residente entro i 4 Km da Radio Vaticana “il test statistico in funzione della distanza, continua ad evidenziare una significativa associazione inversa con la distanza dalla stazione radio”. Inoltre “Si osserva che negli uomini i casi osservati superano i casi attesi e che tale differenza tende a ridursi per distanze dalla residenza superiori ai 5 km, mentre nelle donne il numero di osservati supera il valore atteso per distanze maggiori ai 5 Km”.

 

Per quanto riguarda le leucemie infantili (età: 0-14 anni; periodo di osservazione: 1987-1998), l’analisi dell’andamento del rischio in funzione della distanza di Radio Vaticana “evidenzia una significativa diminuzione del rischio all’aumentare della distanza dalla stazione radio: il rischio passa da 6.06 entro i 2 Km, a 3.32 nell’area a 2-4 Km, a 1.88 nell’area a 4-6 Km, mentre non si osservano casi tra 6 e 10 Km. L’eccesso osservato risulta pari a circa tre volte l’incidenza di casi attesi entro 0-4 Km della stazione radio, e più alto dell’atteso fino a 6 Km di distanza”.

 

“In sintesi, l’indagine effettuata evidenzia un eccesso di mortalità per leucemia tra gli uomini adulti ed un eccesso di leucemie infantili fino ad una distanza di circa 6 Km dalla stazione radio. … Pur non potendo inferire un nesso eziologico tra emissione di radiofrequenze della stazione di Radio Vaticana e rischio di leucemia infantile, lo studio documenta un eccesso di incidenza di leucemia ed un decremento del rischio a distanza crescente dagli impianti di Radio Vaticana”.

 

Secondo le ultime statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità sulle cause di mortalità in Italia nel 1994, in tutto il Lazio, su 759.506 bambini di età compresa fra 0 e 14 anni, si sono registrati 24 decessi causati da leucemia (un caso ogni 31.646 bambini). Nel corso dell’anno 2000, nella zona di Cesano e Olgiata, su una popolazione infantile (0-14 anni) di circa 6000 individui, è stato registrato il decesso per leucemia di due bambini (un caso su circa 3.000 bambini). Questi dati non hanno bisogno di commenti.

 

E’ utile ricordare quanto espresso dal dr. Roberto Bertollini, Capo della Divisione Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e responsabile del Centro Ambiente e Salute dell’O.M.S., nel corso di una intervista rilasciata al Corriere della Sera il 19 marzo 2001: “Nel caso di Radio Vaticana siamo di fronte ad una situazione estrema. (…) Ci sono ripetitori che generano radiofrequenze molto elevate, un sistema unico che non ha riscontri e che è in grado di trasmettere in tutto il mondo. Questi ripetitori sono vicini ad una comunità piccola. Poi c’è uno studio epidemiologico molto ben fatto.  (…) In quello studio, che è uno dei primi studi al mondo sul problema, si evidenzia un numero elevato di leucemie nei pressi della antenne.  (…) Ci sono elementi sufficienti per dire che il problema va preso in considerazione con serietà”.

 

 

 

 Iniziative parlamentari (Risoluzione n. 8-00073)

 

Sulla situazione della popolazione residente intorno a Radio Vaticana, nel corso degli ultimi anni, sono state presentate molteplici interrogazioni parlamentari.

 

Il 20 aprile 2000 è stata presentata al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati una petizione popolare,  sottoscritta da migliaia di cittadini, per sensibilizzare il Parlamento su questo problema, richiamando l’attenzione sul diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione Italiana.

 

A seguito della petizione, a luglio del 2000, sono state presentate presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati due Risoluzioni, approvate in un Testo Unificato il 21 dicembre 2000. Tale Risoluzione: “impegna il Governo a compiere tutti gli atti necessari affinché le misure di tutela dell’ambiente e della salute previsti dal decreto ministeriale n. 381 del 1998, nonché  le ulteriori misure definite dalla Regione Lazio come obiettivi di qualità, vengano correttamente applicate anche a tutela dei cittadini che vivono nell’area in cui sono ubicati gli impianti di Radio Vaticana; ad operare quindi affinché si possa pervenire in tempi rapidi alla necessaria azione di risanamento, tenuto conto che le misurazioni già effettuate evidenziano in modo incontrovertibile il superamento dei limiti di esposizione e delle misure di cautela previste dalla normativa vigente”.

 

 

Iniziative giudiziarie

 

Il Presidio Multizonale di Prevenzione della Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) ad agosto del 1999, ha inviato alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Roma una informativa a causa del superamento del limite di esposizione di 6 V/m, previsto dal co. 2, art. 4 “Misure di cautela ed obiettivi di qualità”, del D.M. 381/1998: “…in corrispondenza di edifici adibiti a permanenze non inferiori a 4 ore non devono essere superati i seguenti valori: 6 V/m …”.

 

A seguito della denuncia della ASL ed agli esposti dei cittadini, i primi di settembre del 1999 è stata aperta un’inchiesta dalla Procura della Repubblica di Roma che, a febbraio 2000 ha portato il procuratore Amendola ad aprire un procedimento penale nei confronti di tre dirigenti di Radio Vaticana, accusati di “Getto pericoloso di cose“ ai sensi dell’art. 674 del Codice Penale.

 

Il Vaticano ha sempre eccepito il difetto di giurisdizione avanzando richiesta di archiviazione ai sensi dell’art. 11 [8] del Trattato del Laterano, sottoscritto l’11 gennaio 1929.

 

I tre indagati avevano chiesto che la notifica relativa al procedimento penale per Radio Vaticana avvenisse per via diplomatica. Ad ottobre 2000 la Segreteria di Stato Vaticana ha informato di non avere consegnato la notifica ai 3 indagati, adducendo sempre il difetto di giurisdizione.

 

Nel corso della prima udienza, il 12 marzo 2001, il Giudice ha deciso il rinvio del processo per un vizio formale e la remissione degli atti al Pubblico Ministero per avviare le procedure di notifica agli imputati, previste per i cittadini all’estero. 

 

Numerosi cittadini ed associazioni hanno avviato le procedure per la costituzione di parte civile; anche il Ministro dell’Ambiente ha annunciato la costituzione di parte civile del proprio Ministero.

 

Il 26 marzo 2001 la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo di indagine contro ignoti in cui ipotizza il reato di omicidio colposo per il presunto inquinamento elettromagnetico di Radio Vaticana; tale fascicolo è stato aperto a seguito della denuncia di un Comitato di cittadini che ha chiesto di verificare se le morti per leucemia e per cancro avvenute nelle zone adiacenti l’emittente vaticana siano riconducibili alla potenza dei ripetitori.

 

Iniziative politiche e diplomatiche

 

A seguito di contatti fra il Ministero degli Esteri e la Santa Sede, nel novembre 1999 il Vaticano ha informato di essere disponibile ad adeguare gradualmente il sistema trasmittente di Santa Maria di Galeria per minimizzare l’esposizione della popolazione.

 

Il 28 settembre 2000 è stato aperto un tavolo di trattative diplomatiche fra Stato Italiano e Santa Sede.

 

Il 23 marzo 2001 si è svolta una riunione cui hanno partecipato oltre ad esponenti della Santa Sede, anche tecnici e rappresentanti dei Ministeri degli Esteri, Ambiente e  Telecomunicazioni. In tale sede è stato messo a punto un protocollo per effettaure della misurazioni congiunte, considerate dal Vaticano necessaria premessa per ogni ulteriore iniziativa.

 

Il Vaticano ha dichiarato alla stampa di avere dal 1° febbraio 2001 già abbassato notevolmente la potenza di uno dei trasmettitori più potenti.Tuttavia i valori di campo magnetico sono risultati superiori fino a tre volte al limite di cautela per la salute, fissato dalla legge italiana in 6 V/m. Ciò è stato infatti accertato anche dalla nuova campagna di monitoraggio avviata dal Ministro dell’Ambiente il quale, nel corso di una conferenza stampa e dinanzi alla popolazione di Cesano, ha annunciato concrete iniziative per la salvaguardia della salute pubblica. Ha avviato una capillare campagna di monitoraggio delle emissioni elettromagnetiche per un periodo di 15 giorni, alla scadenza dei quali (31 marzo 2001), nel caso di accertato superamento dei limiti fissati dalla legge italiana (6 V/m) emetterà un'ordinanza, ingiungendo all’ENEL (l’Ente fornitore di energia elettrica) di sospendere l’erogazione di energia alla Radio Vaticana.

 

In occasione di svariate dichiarazioni rese alla stampa, il Vaticano ha contestato i limiti fissati dallo Stato italiano con il D.M. 381/1998, ritenendoli troppo bassi [9]. Ha affermato invece di attenersi sia alle indicazioni dell’ICNIRP (che però riguardano solo gli effetti acuti e non quelli a lungo termine), sia a quanto previsto dalla Raccomandazione del Consiglio (1999/519/CE del 12 luglio 1999) relativa alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0Hz a 300 Ghz, che invita i paesi membri a regolamentare il settore, dando delle linee guida con orientativi valori di riferimento.

 

Va peraltro sottolineato che il principio informatore di tale Raccomandazione è quello della tutela della salute dei cittadini comunitari [10]. E’ fatto salvo inoltre il potere degli Stati Membri di legiferare in maniera più cautelativa rispetto ai valori indicati nella Raccomandazione [11]

 

A livello europeo è necessario ricordare che il principio di precauzione è contenuto all’art. 174 del Trattato di Amsterdam. Infatti nell’adozione di una politica ambientale, la Comunità prevede nei suoi obiettivi anche la protezione della salute (art. 174. Par. 1), nonché la “promozione sul piano internazionale di misure destinate a risolvere i problemi dell’ambiente a livello regionale o mondiale”.

 

L’Art. 174 trova inoltre applicazione nel “Libro bianco del 9 febbraio 2000 sulla responsabilità per danni all’ambiente” che istituisce la responsabilità per danni all'ambiente.

 

Si ritiene inoltre importante richiamare l’attenzione sulla “Risoluzione del Consiglio dell’Unione Europea, del 18 novembre 1999, diretta ad assicurare la protezione della salute in tutte le politiche e attività comunitarie”,  che al punto 1:  Rileva che, ai sensi dell’articolo 152 del Trattato che istituisce la Comunità europea, un livello elevato di protezione della salute umana deve essere garantito nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche e attività della Comunità".

 

 

   Conclusione

 

Numerose indagini epidemiologiche e ricerche scientifiche hanno rilevato che i soggetti più colpiti dall’inquinamento elettromagnetico sono i bambini (aumento delle leucemie infantili). Purtroppo la popolazione residente intorno alle emittenti radiofoniche del Vaticano è sottoposta a fortissime emissioni elettromagnetiche. Inoltre le due indagini epidemiologiche hanno evidenziato nella zona un aumento del rischio di leucemia.

 

Ci si appella quindi a quanto citato al punto 8.30 della Risoluzione del Parlamento Europeo n. A3-0172/92 dell’8 luglio 1992, relativa ad una Carta europea dei diritti del fanciullo che così recita .

 

Ogni fanciullo ha diritto alla salute;

ogni fanciullo deve poter godere di un ambiente non inquinato,

di un alloggio salubre e di un’alimentazione sana”.

 

 



[1]  Ai sensi degli artt. 15 e 16 del Trattato del Laterano dell’11 febbraio 1929

[2]  Tratto da: “Relazione conclusiva sulla caratterizzazione elettromagnetica del sito di Radio Vaticana” – Regione Lazio, 8 novembre 1999

[3] Per gli elettrodotti è attualmente in vigore il D.P.C.M. 23 aprile 1992 “Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno”.

[4] Relazione conclusiva sulla caratterizzazione elettromagnetica del sito di Radio Vaticana” (Regione Lazio – Dipartimento Ambiente e Protezione civile – 8 novembre 1999)

[5] “Indagine epidemiologica tra i residenti in prossimità della Stazione Radio Vaticana di Roma - 1987-1995” (Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio)

[6] Mortalità per leucemia nella popolazione adulta ed incidenza di leucemia infantile in un’area caratterizzata dalla presenza di un sito di emissioni di radio frequenze (Cesano. Olgiata, La Storta, Osteria Nuova, Santa Maria di Galeria, Anguillara e Formello)” – Agenzia di Sanità Pubblica - Regione Lazio -  marzo 2001

[7]  Tale indagine osservava solo la mortalità per leucemia nella popolazione adulta (dai 15 anni in poi) per il periodo 1987-1995

[8] Art. 11: “Gli enti centrali della chiesa cattolica sono esenti da ogni ingerenza da parte dello Stato italiano (salvo le disposizioni delle leggi italiane concernenti gli acquisti dei corpi morali), nonché della conversione nei riguardi dei beni immobili”.

[9] Si ritiene che nessuno Stato estero sia legittimato a contestare la sovranità dello Stato Italiano nell’adottare provvedimenti legislativi improntati al principio della massima cautela, ai fini della salvaguardia della salute dei cittadini.

[10] Raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 1999, in premessa (4° capoverso), si ribadisce che: “nell’ambito della Comunità è imperativo proteggere i singoli cittadini dagli effetti negativi sulla salute, che possono derivare dall’esposizione ai campi elettromagnetici”

[11]  Raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 1999, in premessa (15° capoverso) afferma che “gli Stati Membri hanno facoltà, ai sensi del Trattato, di fornire un livello di protezione più elevato di quello di cui alla presente raccomandazione"